RELAZIONE FINALE MISSIONE Tassette (Senegal) 18-26 gennaio 2026
Eccoci, siamo tornati, stanchi ma pieni di energia perché il lavoro non finisce con la missione…anzi.
In questi giorni Francesca, la pediatra, Adriana l’ortopedico e le due interniste Assunta ed Irene, hanno eseguito circa 600 visite tra adulti e bambini.
L’analisi complessiva dei casi trattati conferma il trend che era già emerso dopo i primi 3 giorni di missione:
le interniste hanno riscontrato, come d’altronde lo scorso anno, molti casi di diabete scompensato ed ipertensione, misconosciuti o non trattati per carenza di mezzi economici necessari per l’acquisto dei farmaci. Assunta ed Irene hanno quindi lavorato a lungo per far comprendere alle persone l’importanza della terapia continuativa poiché le conseguenze determinate da queste malattie non curate sono gravi e a lungo termine, consigliando e dispensando terapie economiche ma efficaci. Hanno cercato di far comprendere che il consumo eccessivo di riso e bevande zuccherine, rappresenta una grave minaccia per la salute dei diabetici, provando, con gli alimenti a disposizione nel paese ed economicamente accessibili, di dare consigli in questo senso. In questo importante lavoro fondamentale è stato il supporto dei ragazzi della cooperativa Saliibe Yawaare Hoodere Aynaabe a loro volta sensibilizzati ed addestrati a dare indicazioni alimentari. E grazie anche all’aiuto prezioso di Federica – la nostra super infermiera che ha avuto un ruolo attivo nel triage e nello screening iniziale – sono state trattate ferite infette, effettuate suture, e gestite con attenzione situazioni complesse.
Adriana in una instancabile attività, ha trattato moltissime persone affette da patologie muscoloscheletriche di varia complessità correlate spesso alle pesanti attività lavorative svolte dalle persone (contadini, edili, e mamme sulle cui spalle curve crescono i bambini ), in un contesto nel quale la cura del corpo, non è certo una priorità. Grande curiosità e notevole successo è stato manifestato per l’uso del kinesio taping, un metodo terapeutico che utilizza cerotti elasticizzati colorati, spesso di tonalità vivaci, applicati sul corpo in caso di patologie ortopediche. Molto importante il ruolo di Adriana come consulente per molte patologie ortopediche pediatriche.
E poi Francesca, la nostra giovanissima pediatra che, sempre con il sorriso ha accolto e trattato farmacologicamente miriadi di bambini. Accanto a lei la sua “infermiera sul campo”, la instancabile Gina, una delle veterane del gruppo, che l’ha coadiuvata nella gestione dei bambini e nella distribuzione di vestiti. Infatti, ogni bambino è uscito con un pacchettino di abiti, e materiale di cartoleria o un giocattolo. Tra tutti i bambini visitati, sono stati individuati alcuni casi particolarmente complessi, dei quali abbiamo deciso di occuparci. Sono bambini che avranno bisogno di valutazioni specialistiche per programmare eventuali interventi chirurgici, ma di questi casi, man mano che andremo avanti ve ne parleremo.
Infatti, come dicevamo all’inizio, il lavoro continua perché dopo aver dato delle indicazioni iniziali per visite ed accertamenti ecografici e radiologici, che saranno eseguiti a Dakar, seguiremo e sosterremo economicamente le spese insite in questi trattamenti. Vi ricordo che in Africa non esiste la Sanità pubblica!!! Un aiuto fondamentale per fare questo, ci viene dato dal dott. Ibrahim Diop, il farmacista di Tassette che ci ha molto aiutato durante la missione, provvedendo ad acquistare i farmaci di cui avevamo bisogno e che seguirà i casi selezionati per l’iter medico successivo. L’acquisto dei farmaci e la possibilità di gestire l’iter diagnostico e chirurgico sono stati e saranno possibili solo attraverso l’aiuto dei nostri generosi sostenitori.
Grazie al fondamentale aiuto di Sabrina nella gestione e monitoraggio della farmacia siamo riusciti a dare a tutti un aiuto farmacologico. La sua precisione e controllo continuo ci ha permesso di non sprecare nulla e di ottimizzare al massimo le risorse.
Due grandi problemi sapevamo di dover affrontare: l’affluenza e la corretta indicazione nell’ambulatorio di competenza per persone che arrivavano anche da distanze di 200 km e la barriera linguistica. Al primo problema hanno pensato egregiamente Alfredo e Sergio che, con tutte le difficoltà che riuscite ad immaginare sono riusciti a mantenere l’ordine, eseguito un primo triage e cercato di non mandare indietro nessuno. Marcello oltre ad essere presente ovunque ci fosse un problema, ha permesso grazie alla sua buona conoscenza del francese, di interfacciarsi con i ragazzi della cooperativa che a loro volta traducevano dal Wolof, (lingua parlata dalla maggioranza della popolazione senegalese) spostandosi da una stanza all’altra in moto perpetuo. I nostri tre maschietti del gruppo Alfredo Marcello e Sergio hanno gestito tutta la parte economica, sempre attenti e spesso preoccupati perché i conti tornassero sempre. Come spesso vi diciamo, ognuno di noi paga autonomamente tutte le spese personali di viaggio, di vitto e alloggio. Hanno inoltre effettuato una spedizione ricognitiva per valutare progetti non sanitari che ci sono stati proposti e dei quali vi parleremo.
Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto instancabile di Lamine, un giovane uomo senegalese che oggi vive in Italia e con il quale, in un giorno fortunato, i Burkina Kamba si sono imbattuti. Lamine ha preparato la missione al dettaglio, il nostro alloggio, i pasti, i trasporti, i locali dove eseguire le visite, la gestione delle criticità durante l’attività delle visite e l’eventuale invio di adulti e bambini in ospedale o a fare consulenze coadiuvato dal Dr Diop. E tutto questo senza chiedere nulla, solo per amore del suo popolo. Lui e il dr Diop seguiranno le situazioni che non siamo riusciti a gestire nel breve tempo della nostra permanenza, fino al prossimo anno quando speriamo di tornare a continuare il lavoro.
Avremo modo di raccontarvi di microcrediti avviati e di possibili altri progetti non sanitari, che valuteremo sulla base delle possibilità economiche. Ed ognuno di noi nelle prossime settimane avrà qualcosa da raccontarvi, emozioni, sensazione, paure ed entusiasmi…. e voglia di tornare.
Assunta