Terza missione in Senegal

Terza missione in Senegal

19 Gennaio 2026 Uncategorized 2

Con l’avvio della terza missione in Senegal, abbiamo pensato di fare un breve riassunto delle puntate precedenti.

Dal 2023, a causa delle difficili e instabili condizioni politiche in Burkina Faso, abbiamo scelto di spostarci per portare aiuto alla popolazione senegalese più bisognosa.

Le missioni svolte hanno principalmente un carattere sanitario: forniamo visite gratuite di medicina generale, ginecologia, ortopedia e pediatria alla popolazione più indigente o comunque impossibilitata a sottoporsi a visite, attraverso un gruppo di medici specialisti affiancati da volontari che, pur non essendo medici, contribuiscono alla buona riuscita della missione (prendersi cura dei bambini distribuendo giochi e vestiti, aiutare con la traduzione in francese delle prescrizioni, gestire l’organizzazione dei pazienti in attesa in base alle necessità, tenere in ordine la nostra farmacia, contando e catalogando con precisione i medicinali disponibili).

Nel 2023 ci siamo trovati a lavorare a Toubacouta, sul delta del fiume Sine Saloum. In quell’occasione abbiamo affiancato i sanitari locali, costituiti esclusivamente da infermieri e ostetriche. Il personale medico, infatti, raramente si reca nei luoghi più disagiati e, quando un paziente necessita di un medico, è costretto a raggiungere la città più vicina. Ma molto spesso mancano i mezzi e soprattutto il denaro per farlo.

In quell’anno abbiamo visitato circa 500 persone. Tra tutti i casi incontrati, il più grave è stato quello di Gnima, una bambina di quattro anni, alla quale abbiamo diagnosticato una grave malformazione cardiaca che, senza un intervento chirurgico, l’avrebbe portata alla morte in pochi anni.

Ed è proprio qui che, grazie al vostro sostegno, siamo riusciti in pochi mesi a organizzare tutto e a farla operare. Dopo una convalescenza impegnativa, oggi — a distanza di due anni — Gnima sorride, gioca e finalmente può correre come tutti i bambini della sua età.

Spinti dal desiderio di poter aiutare ancora di più, nel 2025, grazie a Lamine, un ragazzo senegalese emigrato in Italia, siamo riusciti ad arrivare ancora più vicini ai più poveri dei poveri. Abbiamo raggiunto Tassette, un villaggio nella Brousse, a 50 km da Dakar.

Questa volta l’organizzazione della missione è stata promossa dal farmacista regionale, che ha creato una squadra di ragazzi e ragazze volontari del posto. Con un vero e proprio tam-tam hanno diffuso tra i villaggi circostanti la notizia del nostro arrivo, offrendo la possibilità di visite mediche gratuite.

Siamo riusciti a visitare oltre 900 persone e anche questa volta una bambina, Sagar, ha avuto una nuova possibilità di vita: non per sfuggire alla morte, ma per poter finalmente avere la chance di essere accolta nella società.

Aveva una enorme malformazione tumorale benigna sulla fronte, che le deturpava il volto. Questo, come spesso accade in Africa, l’aveva esclusa dalla comunità: chi nasce o vive con anomalie fisiche viene spesso emarginato, e persino dalla famiglia viene considerato un peso.

Sagar è stata operata con successo a più riprese e siamo ora in attesa dell’ultimo intervento definitivo, quello che finalmente le consentirà di ritrovare un volto sereno e un sorriso che possa risplendere.

Oltre a Sagar anche un’altra bambina ha potuto sorridere nuovamente e tornare a correre. Mariam aveva un’infezione dell’osso di una gamba, chiamata osteomielite, che l’aveva resa claudicante. Abbiamo sostenuto le sue cure e ora ha ripreso a camminare normalmente.

In questa missione abbiamo avuto modo anche di conoscere da vicino la realtà crudele dei bambini di strada, ci siamo fermati nei villaggi lungo le piste di sabbia, dove ogni giorno, attraversandole per raggiungere le persone da visitare, ci insabbiavamo con le ruote del nostro pulmino — e ripartivamo solo grazie alla forza delle nostre spinte.

In uno di questi villaggi le donne ci hanno raccontato la difficoltà di arrivare al mercato per vendere i loro prodotti caseari. E ancora una volta, grazie a voi, siamo riusciti a offrire loro un microcredito, che ha permesso una produzione più efficiente di uno yogurt tradizionale africano. I soldi ricevuti hanno loro permesso l’acquisto di latte in polvere e da questo la produzione di yogurt che avviene nelle case delle famiglie coinvolte, circa 20. Lo yogurt appena prodotto viene venduto nei villaggi limitrofi. Non essendo molto alto il ricavato di questa attività, con una quota del microcredito hanno acquistato delle  sedie che affittano per eventi (cerimonie ecc.) e da quelle ottengono un ricavato netto. Ci hanno fatto un’ottima impressione, perché come la maggior parte delle donne africane sono state in grado di trasformare i soldi in una buona attività, con perseveranza e fantasia.

E arriviamo così al 17 gennaio 2026: una missione ricca di novità, con il cuore pieno di speranza e il desiderio di poter ancora una volta portare quell’aiuto che serve soprattutto a loro, ma che a noi regala ogni anno la forza e la gioia di tornare.

2 risposte

  1. Maria Concetta Maccarrone ha detto:

    Grazie grazie grazie di poter fare parte di VVVVVOOOOOIIIIII!

  2. Marinella Leone ha detto:

    È commovente leggere di questo vostro concreto aiuto sanitario alle popolazioni dei villaggi senza presidi medici e in stato di grande povertà
    Bravissimi

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